Caso Ilaria Alpi/ scompare la speranza di giustizia. Addio signora Luciana

Oggi l’Italia è più povera. Con la morte della signora Luciana Alpi muore un pezzo d’Italia onesta, e muore soprattutto la giustizia quella che, con occhi chiari, guarda alla verità e da dignità a chi cerca quello che spesso, anzi volutamente è negato. Non so cosa nasconda il caso di una collega e di un operatore, da giornalista, sono convinto che una serie di connivenze hanno portato all’insabbiamento dell’inchiesta che avrebbe portato a scoprire il marcio che fa da padrone in questo tempo di “disconnessione mentale”. Colleghi che professionalmente cercarono di fare luce sul malaffare che aleggiava e aleggia sui traffici internazionali di materie pericolose, armi, droga, esseri umani ecc… che fruttano miliardi a chi non ha alcun riguardo per la vita umana. Oggi, ripeto, si spegne la luce della speranza. Si spegne con tanto dolore perché sono convinto, sfido chiunque a scrivere il contrario, che il destino è legato a doppio filo a chi insozza il sistema e la signora Luciana suo marito il professore Giorgio Alpi ma soprattutto Ilaria e Hrovatin ne sono la prova provata tanto da continuare a pagare in prima persona un tributo pesante che è inaccettabile soprattutto perché sono convinto che i mandanti e i mandatari nonché esecutori siedono in poltrone comode senza alcuna vergogna. Vergogna italietta Vergogna tant’è che il padre della lingua italiana definì “Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave senza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello!” Parole veritiere che pesano ancora di più se si pensa che a distanza di 24 anni la verità ancora non è stata accertata. Commistioni tra servizi d’intelligence e mondo del malaffare? Interessi privati che coinvolgevano e coinvolgono Governi? Accordi tra potenze? Tutte domande che purtroppo, non trovano risposte, anzi si sono ingarbugliate ancora di più e che, con la scomparsa della signora Luciana gettano ombre su come i destini del mondo sono nelle mani di pochi, pochissimi che bivaccano allegramente sulla fragilità e sulle esigenze della società sempre più corrotta, sempre più asservita al dio danaro. Il quale, mai come in questi periodi, è il propellente nefasto su cui s’imperniano le distonie del sistema. Un qualcosa che è degenerato a dismisura che schiaccia chi cerca di opporvisi, credeteci ne siamo in molti. Oppositori che cercano ratio dove ratio non c’è. Oppositori a un’idra a sette teste che, nonostante si cerchi di decapitarla, rivive ogni qualvolta si cerca di abbatterla. Oppositori che sono derisi e denigrati perché non creduti da chi si accontenta del “piccolo” pur di non avere noie. Questa è l’amara realtà dei fatti. I quali, gridano più che mai in un silenzio assordante consapevoli purtroppo, che la soluzione è lontana, anzi lontanissima. Una soluzione che è stata soggiogata da anni di dibattimenti, rinvii, depistaggi, occultamenti di prove. Cose che contribuiscono ad alimentare la desertificazione morale e materiale di chi crede di essere il vincitore senza sapere che in questa vicenda non ve ne sono. Addio signora Luciana, Prof. Giorgio, Ilaria e Hrovatin l’abbraccio dell’Italia onesta vi sia di conforto…

di massimo Dalla Torre