STADIO DELLA ROMA: PROCURA INDAGA A SEGUITO DI ESPOSTO CODACONS

La Procura di Roma ha aperto due nuove indagini sullo Stadio della Roma a seguito dell’esposto presentato lo scorso giugno dal Codacons. Lo si apprende da notizie riportate oggi dai media.

“Nel mese di giugno, assieme al Tavolo della Libera Urbanistica, abbiamo presentato un dettagliato esposto in Procura in cui contestavamo punto per punto l’iter seguito dall’amministrazione per l’approvazione del progetto di Tor di Valle, puntando il dito anche sul Ponte dei Congressi e sulla tempistica di realizzazione dell’opera – spiega il presidente Carlo Rienzi – Apprendiamo oggi che il nostro esposto è stato accolto in pieno dalla magistratura, che ha aperto due diverse indagini per abuso d’ufficio”.

In particolare nell’esposto il Codacons affermava che il procedimento necessario per poter definire conclusa la fase di adozione di variante non si era concluso, mancando l’approvazione del Consiglio Comunale – nella prima seduta utile – del verbale conclusivo costituente adozione di variante e approvazione del relativo progetto definitivo. Il Consiglio Comunale, nella prima seduta utile, avrebbe infatti dovuto approvare il verbale conclusivo della Conferenza di Servizi del 5 dicembre 2017, cosa che invece non è avvenuta. Si è invece provveduto alla pubblicazione di un progetto di opere al cui interno vi è compresa una parte definita “urbanistica”, mancante di fondamentali caratteristiche indispensabili per un piano attuativo. Per di più gli elaborati sono quelli approvati in Conferenza di Servizi, e che dunque non contengono gli adeguamenti alle prescrizioni e condizioni poste dai soggetti intervenuti alla Conferenza stessa” – scriveva l’associazione nell’esposto.

Vi è poi la questione del mancato rispetto delle disposizioni del Piano di Assetto Idrogeologico. Poiché nel sistema della normativa sulla sicurezza idraulica è il PAI a dettare le regole per la formazione degli strumenti urbanistici o ad imporre l’obbligo di adeguamento degli strumenti preesistenti, è escluso che a PAI vigente la variante potesse essere progettata prima ancora che adottata. La variante urbanistica relativa alla nuova centralità Stadio Tor di Valle è quindi illegittima prevedendo un’edificabilità non ammessa e non ammissibile dal PAI in assenza del preventivo declassamento dell’area. La variante in oggetto deve essere respinta perché in palese ed evidente violazione con le disposizioni del PAI”.

Sulla questione invece della viabilità e del Ponte dei Congressi il Codacons scriveva nella denuncia:

“il potenziamento della ferrovia Roma-Lido con rifacimento della stazione di Tor di Valle (intervento da ben 260 milioni di euro finanziato dalla Regione Lazio) sarà realizzato in maniera indipendente dalla costruzione dello Stadio e altrettanto indipendenti saranno la costruzione del Ponte dei Congressi e la costruzione del Ponte di Traiano. Ebbene, non vi è traccia di una evidente fase istruttoria che colleghi l’impianto sportivo e la risoluzione del problema della viabilità che, per definizione, è volta ad accertare i fatti e ad acquisire gli interessi, pubblici e privati, oggetto di valutazione da parte della P.a., ai fini dell’adozione di una decisione e della relativa motivazione. La mancanza di idonee infrastrutture, infatti, non garantisce la tutela dell’incolumità dei cittadini/tifosi avventori dello Stadio né l’ordine pubblico durante lo svolgimento delle manifestazioni sportive”.