ATTENTATO A BERLINO. DE LIETO (LI.SI.PO.), RISCHIO TERRORISMO ANCHE PER L’ITALIA?

Stessa tecnica usata dai terroristi di matrice islamica, sul lungomare di Nizza, in Francia. Un camion , lo strumento di morte usato dai terroristi, a Berlino, un camion fu usato a Nizza. Per il momento, a Berlino vi sarebbero 9 morti e moltissimi feriti , provocato da un grosso camion , lanciato a tutta velocità , dai terroristi, sulla folla  di bambini, uomini e donne, che si trovavano in un mercatino di Natale. Una passeggiata, un momento di serenità , reso ancora più caratteristico e piacevole , dal clima Natalizio. Attentatori assetati di sangue, canaglie che uccidono per il gusto di uccidere, risvegliano  i tedeschi, l’Europa,  il  mondo, dall’illusione che il cancro del terrore  dei barbuti estremisti islamici, stia per finire, dopo la sconfitta  in Siria, in parte, in Iraq ecc. . Il terrorismo praticato dall’Isis e dalle altre sigle del terrore, ha una organizzazione duttile e guidata da criminali, avvezzi a sofisticate strategie militari, capaci di reinventarsi, di adeguare  la strutture , alle circostanze – Così ha dichiarato il Presidente Nazionale del Libero Sindacato di Polizia (LI.SI.PO.), Antonio de Lieto – Nei giorni  scorsi  vi  è stato, nell’indifferenza generale, un pesante attentato in Giordania, cosa che mai si era verificata prima, dov’è presente un milione di profughi o presunti tali, su una popolazione di poco più di sei milioni di abitanti. In previsione della disfatta sul campo, dovuta certamente  , all’intervento russo, lo” Stato maggiore” terrorista evidentemente, ha pianificato ed attuato, un piano di sganciamento e di riposizionamento, nello stesso territorio  di  quelli considerati  nemici. Certamente, un numero notevole di terroristi ha raggiunto l’Europa ed altri Paesi  dell’Africa, considerasti fragili  e permeabili. A queste indubbie capacità  operative – ha continuato de Lieto – va aggiunta, l’esaltazione degli affiliati e la  determinazione con cui pongono in essere  la loro attività terroristica e lo sprezzo per la morte. Individui, il cui unico scopo  è  uccidere e l’odio  per i “crociati”   è  l’alimento e la forza delle loro azioni.  L’Italia, sino ad ora,  è  rimasta ai margini di questa guerra, ma c’è da chiedersi se i nuovi scenari  sul fronte del terrorismo, coinvolgeranno anche l’Italia. Appare possibile – ha rimarcato il Presidente del LI.SI.PO. – anzi, più  che possibile, che gruppi di terroristi, mischiatisi fra i migranti, siano giunti, nel tempo nel nostro Paese e siano già  pronti per operare. La tecnica di questi assassini, è  quella di colpire nei posti più  impensati, dove a tutto si pensa , fuorché  ad un attentato . L’Italia deve alzare la guardia e, soprattutto, deve porre un freno all’immigrazione di massa, situazione ideale, per terroristi, per raggiungere indisturbati , il nostro Paese. Dire che siamo belli, siamo bravi ecc., non serve a nulla. Le “menti del califfato “ – ha concluso il leader del LI.SI.PO. – seguono le loro strategie e  non può essere escluso che l’Italia, sia considerata il “ventre molle” d’Europa e usata, come testa di  ponte, per ramificare , attraverso il nostro Paese ,la loro presenza, in tutta Europa. Servono leggi adeguate contro  il terrorismo islamico ed i loro fiancheggiatori, serve  accettare consapevolmente, che il pericolo Isis  e  sigle varie, riguarda anche noi. Sarebbe grave  e, preoccupante  che  la “sottovalutazione” , possa far conosce lutto e lacrime  all’Italia. La guerra al terrorismo si combatte con la consapevolezza del pericolo e con misure drastiche. Il resto, sono parole che non servono, anzi, sono  dannose .