Il punto/ Viva De Mita, viva la Democrazia Cristiana!

Ho seguito con grande interesse la trasmissione su LA7 (unica televisione semidecente italiana) con ospite Ciriaco De Mita. E mi sono sorpreso, perchè all’inizio non era mia intenzione seguire quella trasmissione. Ma dopo due minuti che De Mita parlava sono rimasto come incantato e ho seguito la puntata di “Inonda” sino alla fine. De Mita, un pezzo storico e pregiato della vita politica e democratica italiana, aveva come sua interlocutrice una delle tante squinzie figlie del renzismo ( e del berlusconismo scopereccio) di cui non ricordo nemmeno il nome. Laccata come un’anatra pechinese sparava banalità in risposta alle analisi di De Mita, lo stesso De Mita che fu definito da Gianni Agnelli “intellettuale della Magna Grecia”. Agnelli pensava di offenderlo e invece si trattava solo di un grande riconoscimento. Agnelli, personaggio sopravvalutato e inconsistente, non poteva capire che l’intellettuale della Magna Grecia era erede della tradizione che ha fondato la politica nel mondo, quella della polis delle città greche, di cui la Magna Grecia era parte integrale e costitutiva. Detto questo, però, e spenta la televisione mi sono cominciato a porre delle domande, domande che si sono accompagnate ad alcuni deja vu della mia vita. Io sin da ragazzo ho sempre combattuto la Democrazia Cristiana e le sue correnti. Nel Molise avevano steso una cappa soffocante, controllavano tutto e tutti e i valori su cui si fondava la loro vita sociale non erano affatto i miei. Mi sono ricordato poi di quando, in maniera anche umiliante, venni scartato per fare uno stage nella redazione di Tg3 Molise, guidata da un potentissimo caporedattore di conclamata fede basista, la stessa corrente dell’allora imperante Ciriaco De Mita. Al mio posto invece venne scelto uno sperduto docente di materie umanistiche, infinitamente meno bravo di meno ma infinitamente più ligio e controllabile, impregnato di quella fedeltà autoschiavizzante che io detestavo. E perchè, allora, dopo tanti anni oggi ascoltavo ammirato Ciriaco De Mita? Perchè De Mita, nonostante tutti i suoi limiti, e i limiti dell’esperienza politica che ha incarnato, era un avversario degno di questo nome. Era un politico vero, colto, di spessore. Un uomo ed un cervello di livello, una persona che comunque aveva devoluto la sua esistenza per una causa, quella della crescita della comunità in cui viveva. Certo lo faceva anche per una propria personale promozione sociale ed economica, ma non lo faceva solo per quello. E lì ho capito la differenza. La paccottiglia politica che governa (si fa per dire) oggi l’Italia fa politica solo per promuovere i propri interessi economici e personali. Non solo. Priva di cultura, priva di spessore, priva di visione riduce tutto ad un grande e stucchevole spot pubblicitario, dai colori vivaci e dalla musica ritmata. E allora, nonostante i ricordi personali anche molto sgradevoli, non ho potuto fare a meno (e non me lo sarei mai aspettato in vita mia) di pensare e gridare: viva De Mita, viva la vecchia Democrazia Cristiana! (Pietro Colagiovanni)