Prescrizione reato processo eternit. Paternostro (SCSD), comprensibile la rabbia dei parenti, ma i giudici hanno applicato la legge.

La Cassazione ha annullato la sentenza di condanna a 18 anni emessa nel 2013 dalla Corte d’Appello di Torino, per prescrizione del reato, in relazione alla vicenda dell’Eternit, che vedeva come unico imputato, un miliardario svizzero, ha dichiarato il Segretario Nazionale del Sindacato Comparto Sicurezza e Difesa (SCSD), Anna Paternostro. Alcuni parenti delle vittime, hanno espresso la loro rabbia, con urla e fischi. Certo la prescrizione rappresenta una forte delusione per chi chiedeva giustizia per i tanti morti causati dall’amianto – ha continuato Paternostro – ma le sentenze vanno comunque rispettate, anche se non coincidono con i propri auspici. I Giudici hanno rispettato ed applicato le norme vigenti, così come deve essere in un Paese civile. Il decorrere dal tempo, dalla data in cui il reato è stato commesso, porta inevitabilmente alla prescrizione, superato il limite di tempo espressamente previsto dalle norme. Il problema non è l’istituto della “prescrizione” – ha concluso Paternostro – ma i tempi dell’accertamento di un reato e della durata del processo, con i suoi tre gradi di giudizio.
Roma, 20 novembre 2014.