STADIO DELLA ROMA: CONTRO PROGETTO CODACONS PRESENTA NUOVO RICORSO AL TAR LAZIO

Il Codacons ha presentato un nuovo ricorso al Tar del Lazio nell’ambito dell’azione legale promossa dall’associazione contro la realizzazione dello Stadio della Roma. Alla base dell’iniziativa i nuovi fatti emersi nel corso dell’inchiesta denominata “Rinascimento”, coordinata dalla Procura di Roma, nell’ambito della quale si sarebbe contestata una ramificata associazione per delinquere, facente capo al Sig. Luca Parnasi, finalizzata alla commissione di condotte corruttive e di una serie di reati contro la Pubblica amministrazione il tutto perpetrato proprio nell’ambito delle procedure connesse alla realizzazione del nuovo stadio della Roma.

Si legge nel ricorso presentato dal Codacons:

“dall’indagine penale de qua, della quale si è avuta notizia solo successivamente all’incardinazione del presente giudizio, è dunque emerso come effettivamente la volontà della P.A., in relazione all’iter amministrativo di approvazione del progetto per la realizzazione del nuovo stadio della Roma, sarebbe stata viziata da episodi di corruzione perpetrati nel corso del tempo dall’associazione criminale.

Come anche affermato più volte dalla Corte di Cassazione a Sezioni Unite, l’atto finale deve essere annullato in presenza di irregolarità nell’attività propedeutica all’emanazione dello stesso, Ed è proprio ciò che sembrerebbe essersi configurato nel caso di specie […]

Dunque tutto quanto sopra esposto e riprodotto non può che confermare l’illegittimità del provvedimento di archiviazione del vincolo architettonico sull’ippodromo di Tor di Valle del 15 giugno 2017 che sarebbe dunque stato emesso non già nel rispetto dei principi che sorreggono il procedimento amministrativo bensì in violazione di legge ed in eccesso di potere nelle figure sintomatiche dello sviamento dagli interessi pubblici e dalla causa tipica in quanto risulterebbe emesso sulla base di accordi e favoritismi illeciti che sarebbero intercorsi tra Eurnova Spa e il Sovrintendente PROSPERETTI.

Il provvedimento pertanto non può che essere annullato. Conseguentemente l’illegittimità dello stesso, atto propedeutico alla Conferenza dei Servizi avviata per la valutazione e l’approvazione del Progetto Stadio della Roma, non può che determinare l’illegittimità derivata della Determinazione G18433 del 22 dicembre 2017, della Regione Lazio – Direzione Territorio, Urbanistica e Mobilità, conclusiva della conferenza stessa e di tutti gli atti conseguenti e comunque connessi, anche di estremi e contenuto ignoti, ivi compresa l’adozione, da parte del Consiglio Comunale, della variante del piano regolatore generale”.